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1. descrizione generale ricostruzione di un’identità del “luogo”

In tutta la Liguria la compressione orografica della fascia costiera ha condizionato la costruzione del paesaggio antropico, specie nei casi di condizione-limite, come quella rappresentata a Cornigliano, tra aree industriali artificiali e città.
Qui si sono scontrate due differenti processi evolutivi contrastanti, spesso ricchi di influenze e reciproche contaminazioni: il processo generato dalla grande industria -meccanismo territoriale propulsore per la produzione- e quello generato dalla città.
Siamo in un luogo di antica permanenza, sul quale si sono avvicendate le alternanze della crescita e delle distruzioni, i cicli dello sviluppo e delle decadenze, ma sono anche luoghi di inesauribile potenza vitale, al di là delle funzioni.
Nel corso della loro formazione ed evoluzione, industria e città si sono contrapposte, si sono reciprocamente contese lo spazio di relazione, ne hanno creato addirittura di nuovo sottraendolo al mare, definendo un’area di frontiera instabile, lungo la quale i due insiemi si sono attestati, secondo un confine, di cui gli assi infrastrutturali hanno profondamente determinato e determineranno i margini.
Quest’area di frontiera si è difatti progressivamente trasformata in uno spazio infrastrutturale, che assolve alla funzione largamente preponderante di connettere il ponente ed il levante, luogo da attraversare, definito dai sistemi di accesso e di passaggio, neutrali e necessari ad entrambi.
Questi caratteri sollecitano dunque una proposta orientata in una prospettiva di più lungo periodo, coerente con la strategia di rigenerazione che la città ha di recente tracciato nel suo piano: antichi spazi recuperati, antiche geometrie insediative, nuove consuetudini e nuove frequentazioni locali ed urbane.
L’operazione di riqualificazione urbana o “regeneration” proposta dal concorso comporta, per la sua estensione, per i pesi funzionali e per le localizzazioni in gioco, il superamento di ogni logica di intervento autocentrato o introverso e si colloca propriamente in un più ampio quadro di relazioni fisiche e funzionali proiettato alla scala dell’intera circoscrizione. Per certe occasioni, poi, va ad affiancarsi ad altri elementi strutturanti l’intero insediamento urbano genovese.
Gli interventi dovranno
1. confrontarsi con un sistema infrastrutturale di collegamenti che produce già ora pesanti condizionamenti ambientali e cesure e che andrà ulteriormente potenziato;
2. pensare ad una riconfigurazione dei siti a scala paesistica, che sia, prima di tutto per la sua ampiezza, il più significativo risarcimento, in tema di ambiente, per la comunità insediata;
3. generare la formazione di un forte “luogo centrale” attrattivo, integrato, gravitante nell’area compresa tra l’ex deposito AMT ed il parco di villa Bombrini (compito precipuo del concorso: area 1);
4. mirare ad una rifondazione della struttura insediativa di Cornigliano, con la finalità complessiva di rimodellarla e di riequilibrarla sul nuovo polo di servizi e sugli snodi delle nuove infrastrutture viarie e ferroviarie alla scala locale: il ridisegno del quadro delle centralità urbane deve appoggiarsi sulla ridefinizione dei sistemi spaziali continui della mobilità e degli spazi aperti;
5. rilanciare un’immagine urbana capace di riaffermare l’identità sociale, politica, culturale ed economica della circoscrizione non solo attraverso il ridisegno urbanistico e la riqualificazione funzionale delle estese aree che vengono riacquisite nel recinto urbano a monte delle macro-infrastrutture per la mobilità, ma anche attraverso il superamento e l’attraversamento di questa barriera, verso gli spazi un tempo conquistati al mare ed ora riconquistati alla città;
6. tutto il territorio va tenuto insieme come accadeva un tempo nella città, in un sistema complesso di relazioni reciproche tra le parti estese ed i punti emergenti, (quelli antichi delle ville storiche e dei tracciati di primo impianto) tra i poli dei servizi urbani di nuova realizzazione ma anche con le imponenti strutture del tramontato mondo industriale. Strutture verso le quali, pertanto, sarebbe riduttivo ed in fondo impoverente assumere un atteggiamento di totale ablazione: non disperdere alcuni segni significativi, (segni che appartengono ormai all’identità territoriale di Cornigliano) da considerarsi come permanenze, i lineamenti di una fisionomia ormai radicata nel paesaggio e nella linea di costa genovese per le proprie valenze spaziali, testimoniali e materiche.
Da questa complessa idea del “luogo”, si è costruito l’itinerario progettuale, che vuol essere consapevole e mai dimentico della giusta collocazione e del valore degli elementi territoriali, non frammenti o addendi, ma componenti integrati, il cui valore supera la somma delle parti, riconducibili cioè ad un’interezza, quella della città e di un suo riconquistato ambito costiero, ancorchè completamente artificiale e completamente da “recuperare”.
La ricerca e la costruzione di un’identità del “luogo” innesca infatti l’individuazione delle relazioni spaziali e funzionali con altri spazi urbani: di vicinanza o di lontananza, di complementarità o di antagonismo, di simmetria o di distonia.
Progettare su questa “trama” genera la consequenzialità dei passaggi:
• la definizione delle funzioni e dei relativi dimensionamenti deriva dal disegno organico del “luogo”,
• poi si generano le forme che più paiono coerenti con la riconfigurazione attuale di questo disegno organico,
• infine si mette in coerenza l’idea matrice del progetto, con le tipologie, le fasi, le priorità.
Così un nuovo reticolo di collegamenti funzionali e delle corrispondenti connessioni fisiche di percorso (specie pedonali) si innerva nel contesto, oltrepassando i perimetri delle delimitazioni di piano.


2. l’assetto infrastrutturale

Lo studio della viabilità stradale è stato eseguito traendo indicazioni dal Progetto della “Strada di scorrimento a mare Vers. A – B”, redatto dalla Regione Liguria – Dipartimento Trasporti, Infrastrutture, Protezione Civile - Servizio Infrastrutture e Porti, insieme a RFI – Rete Ferroviaria Italiana, Direzione Manutenzione – Direzione Compartimentale Infrastruttura Genova – Uffico Tecnico – Unità Armamento e Opere Civili, nell’ambito del più ampio Studio del “Nodo Stradale ed Autostradale Genovese.
Pur avendo assunto come valide le ipotesi di base di detto progetto, che, peraltro, dall’analisi effettuata e dalle indicazioni ricevute dai Funzionari della Regione, risulta essere l’unico che riesce a coniugare le esigenze dei diversi operatori ed a dare risposte efficaci alle molteplici problematiche, si è comunque inteso operare alcune modifiche, principalmente orientate a dare una risposta più efficace alle tematiche messe in campo dalla proposta presentata.
Innanzi tutto si è voluta risolvere il problema della conflittualità che si sarebbe creata nel tratto di strada di scorrimento ove confluivano le rampe in immissione ed in uscita dalle direttrici verso e da Piazza Savio, riorganizzata con schema a rotatoria, e dalla nuova rotatoria prevista in asse a via San Giovanni D’Acri, razionalizzata con posizione dei rami d’ingresso e d’uscita più distanziati.
Un elemento, che appare risolutore di molte criticità, sta nella deviazione del binario ferroviario di raccordo al district-park, lungo un tracciato posto sul nuovo confine fra le aree interessate dagli interventi e quelle che sono mantenute per l’attività siderurgica. In tal modo il terzo binario sulla linea Cornigliano Sampierdarena, destinato al transito dei convogli merci, che con un “salto di montone” è previsto passi da mare a monte dei due binari di corsa della linea che sarà assegnata, nell’ambito del nuovo assetto ferroviario del nodo di Genova, prevalentemente ad un traffico passeggeri urbano, non è più costretto a mantenersi alla quota di 3,00 m.s.l.m. per poter dare luogo allo scambio di connessione al binario di raccordo, ma potrà guadagnare quota e permettere alle rampe stradali di essere realizzate con una galleria artificiale meno profonda, con grandi vantaggi tecnici ed economici.
Il binario di raccordo verrà attestato su fascio terminale ubicato nel lato sud dell’area destinata a district-park in modo da occupare la parte soggetta a vincolo aeroportuale più restrittivo, in particolare al piano di transizione laterale che impone ai fabbricati limitate altezze in prossimità della pista. Il fascio di binari terminale potrà anche essere attrezzato con piattaforma logistica attrezzata con l’innovativo sistema “Metrocargo” che faciliterà le operazione di carico, scarico e smistamento dei containers.

L’inserimento di una grande struttura destinata a posteggio d’interscambio, da realizzarsi in parte dell’area dove oggi è posta l’acciaieria, dà luogo, in posizione ottimale e strategica, alla tanto auspicata infrastruttura indispensabile per un adeguato sistema intermodale di trasporto.
- La vicinanza con il casello autostradale degli Erzelli, di cui è in previsione il potenziamento,
- la prossimità alla Strada di scorrimento,
- la possibilità di creare una facile connessione pedonale con il centro di Cornigliano (in corrispondenza della rotatoria di via Cornigliano, da cui con sottopassi si può procedere in tutte le direzioni dell’abitato)
- la possibilità di creare un’altra facile connessione pedonale con la nuova fermata ferroviaria,
renderanno tale posteggio d’interscambio una struttura basilare all’interno dell’intero sistema della mobilità genovese, essendo in grado di ricevere non solo i flussi di traffico provenienti dal ponente ma anche quelli della Val Polcevera.
Per questo la struttura dovrà essere di elevata capienza, con una manica funzionale organizzata per ricevere due corsie di servizio e quattro file di stalli, ma anche pensata flessibilmente per un suo possibile incremento in altezza a fronte di futuri incrementi della domanda e nella prospettiva di piano che sarà posta in essere dal riassetto del nodo urbano di Genova, attraverso il potenziamento infrastrutturale della linea Voltri-Genova, (con il prolungamento lato levante della Bretella di Voltri, con l’allaccio alla linea dei Giovi in prossimità del bivio Polcevera), linea sulla quale saranno avviati tutti i convogli a lunga percorrenza, riservando la linea attuale al solo traffico locale.
L’impianto distributivo del parcheggio di interscambio prevede rampe sia al piano campagna che in sotterraneo risolvendo così le connessioni con tutte le direzioni di accesso e di uscita verso levante e verso ponente. La soluzione morfologica, tutte le volte che è possibile, persegue la sovrapposizione delle carreggiate stradali, contenendo al massimo l’ingombro delle strutture, l’occupazione dello spazio e con essa gli impatti.

3. le scelte di fondo per l’ambiente. le connessioni territoriali e la morfologia del progetto complessivo.
Tutto il suolo intercluso tra la ferrovia, l’alta via di scorrimento ed il parcheggio di interscambio, per l’intero sviluppo del limite nord dell’area 2 sarà prioritariamente fatto oggetto di una bonifica ambientale e successivamente piantumato con essenze di alto fusto per realizzare un bosco, la cui estensione si protende fino al limite settentrionale del district-park. Questo incisivo episodio di rinaturalizzazione ha il duplice intento di costituire efficaci barrierie di protezione ambientale nei confronti delle infrastrutture vecchie e nuove e di riproporre simbolicamente ed alla scala estesa del paesaggio, il senso spaziale e l’idea del mare, l’idea cioè di una massa mobile col vento e cangiante nei colori con le stagioni ed il clima, ricreata sulla border-line, dove originariamente, dal castello Raggio fino al Polcevera, si affacciava il borgo di Cornigliano.
Il ricorso ad una folta vegetazione è tema pervasivo ed unificante anche per il district-park: nel rispetto delle fasce di protezione per la sicurezza aerea del vicino aeroporto, si prevede un regola di impianto per i nuovi insediamenti produttivi, che raccoglie l’eredità delle geometrie parallele alla costa prevalenti nello stabilimento ex-italsider, le conferma in un alternanza di viabilità di accesso (m 10), costruzioni e spazi aperti pertinenziali (m 50) ed ampie fasce boscate (m 15), contribuendo così ad un ulteriore apporto positivo sotto il profilo della riqualificazione ambientale oltre a conferire qualità insediativa ai nuovi spazi del lavoro.

La roggia Rolla è un collettore che raccoglie le acque di numerosi rivi del versante di ponente della valle, viaggia per lungo tratto sul greto in riva destra del torrente Polcevera, e, giunto nello stabilimento ex Italsider, lo attraversa prima longitudinalmente, lungo la ferrovia e, dopo, trasversalmente in area che rimarrà alle attività siderurgiche.
Il tracciato verrà disturbato dai lavori della nuova strada a scorrimento veloce, pertanto se ne propone la deviazione per convogliarlo nel “canale presa acqua di mare” per alimentarlo con acqua corrente. Tale canale di presa presente nel vecchio stabilimento siderurgico andrà restaurato e tramite il collegamento con la Roggia Rolla ed infine con il Polcevera darà luogo ad una continuità di linea d’acqua che si connette con l’isola faunistica [settore L].
Oltre alle valenze di corridoio biotico (canale+bosco) si realizza così una suggestiva ambientazione del mantenimento in sito delle strutture industriali da dismettere della cockeria e delle ciminiere, che si ritrovano così inseriti nello specchio d’acqua, corto circuito della memoria tra due paesaggi in conflitto, entrambi ormai consegnati al passato: il mare e la sua negazione costituita dagli imponenti apparati della fabbrica.

Il grande bosco a monte del district-park svolge prioritariamente un ruolo di polmone verde, puntando a ricostituire, in qualche misura, requisiti di quasi selvaticità per larghe porzioni della sua estensione (mq 210.000). Per tale ragione se ne prevede una fruizione più percettiva che non diretta.
Parziali utilizzi potranno pensarsi in termini di piste per jogging o in strutture per l’atletica leggera che, pur mantenendo la propria funzionalità, siano totalmente immerse nel “bosco” e da questo ne siano attraversate.
Alcune percorrenze pedonali sopraelevate da realizzarsi con lunghe travature reticolari in acciaio, modellate morfologicamente sulla tipologia dei passaggi tecnologici industriali, consentono di attraversare il “bosco” da una parte all’altra e di collegare i punti di approdo per la discesa al suolo, che sono previsti in corrispondenza di elementi notevoli delle strutture industriali da mantenere, taluna come mera presenza nel paesaggio (ad esempio location per il cinema) talaltra da riutilizzare anche per scopi ludici e culturali.
L’asse principale di tali percorrenze (che potrebbe essere utilmente attrezzato da people-movie, in ragione della sua funzione di collegamento urbano prioritariamente non rivolta al tempo libero) è quello che collega, parallelamente alla linea di costa, il grande parcheggio di interscambio con l’altoforno e di qui con la nuova stazione ferroviaria.
Dall’altoforno il percorso prosegue sempre per via aerea verso la cockeria: a metà di tale tratto si incontra il collegamento trasversale che ci conduce, superando la strada di scorrimento e la ferrovia, verso il cuore dell’area 1 dove si concentrano le funzioni pubbliche di maggior rilievo [vedi]. Il terminale di questa passerella aerea si conclude in corrispondenza della testa del ponte ferroviario che un tempo, scavalcando via Ansaldo, costituiva insieme un’opera incompiuta ma anche la porta da levante della circoscrizione. Nel progetto viene ricostruita tale porta con un elemento strutturale leggero rivestito in vetro: la spalla del ponte, nel nuovo linguaggio materiale, quello delle trasparenze delle grandi vetrate, ospita i collegamenti verticali, che sbarcano al suolo nei pressi di Piazza Massena. Il tracciato ferroviario dismesso, che viene così raggiunto sia dalla quota del suolo urbano (via Cornigliano) sia dal percorso alto che mette in relazione tutte le aree oggetto del concorso, potrà essere adeguatamente riqualificato, sistemato a verde attrezzato e potrà concludere tale percorrenza alta approdando contro il versante collinare, in corrispondenza di un’area gia destinata dal PUC a servizi pubblici. La saldatura andrà a drenare anche gli abitanti della media fascia collinare, per i quali oggi è davvero molto basso il livello di accessibilità alle polarizzazioni ed ai servizi del centro di Cornigliano. Si ritiene infine che dal punto di vista paesistico la ricostruzione di tale infrastruttura di epoca industriale -ancorchè mutila e con un linguaggio materico innovato- costituisca insieme ad un’adeguata ricostituzione del parco della villa Bombrini l’azione più significativa per riattribuire connotati identitari all’accesso alla circoscrizione.
Un ultimo collegamento pedonale previsto dal bando di concorso collega l’area A con la Fiumara: è previsto in fregio alla ferrovia esistente in quanto tale collocazione consente la più agevole penetrazione nel chiuso e continuo fronte costruito del complesso oltre il Polcevera.
In conclusione la fruizione percettiva dell’ambiente risistemato a mare della ferrovia avviene così prevalentemente per i pedoni non dal basso ma dall’alto (…bordeggiando sopra le onde…): lasciare la libertà ai cittadini di vivere questi spazi riconquistati e rinaturalizzati in disattenzione e in tranquillità, significa affidarsi al potere evocativo di poche architetture industriali dismesse, che, emergendo nella vasta estensione boschiva, su grandi distanze, agiscono da segni puntuali di riferimento e riconoscimento territoriale delle preesistenze conformando la scena urbana.
Riepilogando gli edifici e/o gli impianti che quindi si ritiene di poter mantenere sia per le intrinseche qualità architettoniche, sia per le potenzialità di riuso, sia per le valenze testimoniali di un’epoca industriale sono da levante verso ponente:

la cockeria e le ciminiere
Elevato valore scenografico
Viene inserita nel ridisegno del tratto terminale della riva destra del Polcevera, come elemento costitutivo della composizione generale
edificio terminale della strada 22
Elevati valori architettonici
Edificio su grandi pilotis a ridosso della ferrovia punto terminale de strada n 22 dell’area siderurgica: se ne propone l’inserimento ed il recupero come punto di approdo intermedio nell’asse di collegamento che attraversa tutta l’area 1 di progetto
altoforno n° 2
Elevato valore scenografico
Può essere destinato ad ospitare attività ludiche o di spettacolo o di divertimento che possano essere inserite in un contenitore circolare di grande altezza, all’interno del quale potrebbero essere disposte passerelle o soppalchi o piani intermedi, purchè di grande trasparenza in modo da salvaguardare la continuità volumetrica dell’insieme.
Officina riparazioni
Elevato valore architettonico strutturale; buone potenzialità ad uso produttivo
Edificio realizzato prima della guerra (presumibilmente 1936) di grande altezza attrezzato con vie di corsa e carro ponte. ha una struttura in carpenteria metallica di ottima fattura, chiodata a caldo, in buono strato di conservazione, con tamponamenti in mattoni, secondo la tipologia che fu poi estesa all’intero complesso siderurgico. L’uso attuale di officina riparazione carpenteria pesante, potrebbe essere ancora mantenuta in quanto il capannone è dotato di grandi aperture che consentono l’accesso di pezzi di notevole dimensione che potrebbero arrivare anche via mare. Lo stato di conservazione è buono. Il capannone è già dotato di servizi quali uffici ed impianto di riscaldamento a metano
Edifici a mare del precedente
Elevato valore architettonico strutturale.
Edifici in struttura in c.a. rivestito con mattoni a vista, secondo la tipologia di tutto lo stabilimento. Presentano buone relazione spaziali con l’edificio precedente; buone potenzialità ad uso produttivo per uffici e laboratori.
Spogliatoio generale
buone potenzialità al riuso
Trattasi di un edificio su 7 piani, realizzato nel 1973-1974, con struttura in c.a. poggiato su palafitte in acqua, presso il canale sul canale di presa acqua di mare. strutturato con un grande vano centrale, scale protette antifumo, ascensori, due per parte, e locali servizi sulle testate, ovviamente con molte docce. Oggi potrebbe essere facilmente adibito ad uffici essendo facilmente adattabile.
Serbatoio acqua
buone potenzialità al riuso
Trattasi di un serbatoioche serviva di riserva di emergenza ma che oggi potrebbe essere mantenuto per riserva idrica dell’impianto antincendio.


4. il progetto per l’area 1
i riferimenti morfologici generali

La grande estensione di area liberata dagli impianti industriali viene sistemata con un andamento in leggera pendenza che raccordi la quota degli spazi aperti immediatamente prospicienti la villa con la quota della ferrovia: in tale declivio, che di fatto, annulla paesisticamente la barriera infrastrutturale, vengono ridisegnate le nuove percorrenze, gli accessi veicolari ai parcheggi ipogei ed inserite le nuove costruzioni per le funzioni previste dal bando.
Per quest’area il criterio compositivo si integra ed in qualche misura si capovolge proponendo oltre ad un più modesto declivio di raccordo altimetrico con la quota del piano del ferro una duplice struttura di collegamento artificiale che metta in relazione diretta e la stazione ferroviaria ed il percorso sopraelevato che arriva dal parcheggio di interscambio con il centro del settore B e quindi con il centro di Cornigliano.
Per i settori C si prevede la riconversione degli edifici a residenza.settore
Funzioni e pesi
Infrastrutture e connessioni accessibilità
Servizi e prestazioni
Morfologia, qualità ambientale, paesaggio, tipologia tecnologie dell’ambiente costruito
A
- plesso scolastico articolato in scuola materna, elementare e media
- Superficie territoriale dedicata al plesso scolastico 22.000 mq
- Superficie lorda agibile delle costruzioni 12.000 mq, comprensiva della palestra con funzioni integrate di servizio urbano
- Parcheggi ipogei dimensionati per le potenzialità strettamente inerenti la scuola (circa 3.000 mq)
Accessibilità pedonali sia da monte che da ponente attraverso le sistemazioni al suolo che interessano il settore B ed il limitrofo parco della villa ed il nuovo percorso sopraelevato che arriva dal parcheggio di interscambio e si collega con via Ansaldo.
Accessibilità veicolare dai tratti di viabilità di penetrazione ortogonali a via Cornigliano che fiancheggiano la villa
scuola materna, (circa 270 bambini) elementare (circa 450 alunni) e media (circa 400 alunni), integrati da ampie dotazioni di spazi all’aperto e attività ludico formative. Servizio di mensa per tutte le strutture scolastiche.
Palestra dimensionata anche per valere a servizio del quartiere.
Si sono scelte tipologie molto aperte ed integrate nel verde di pertinenza; altezza massima 2 piani per i corpi delle aule ed 1 piano per i servizi comuni e generali.
Coperture prevalentemente a giardino, forti relazioni spaziali e visive di continuità con gli spazi aperti del verde che gioca con l’architettura su livelli movimentati in ragione dell’andamento generale in declivio.
Materiali delle pareti vetro e brise in legno dove non esistono problemi di incompatibilità sul piano degli apporti di energia solare. Elevata protezione dall’inquinamento acustico.
- Uffici, centri di ricerca, uffici direzionali
- Superficie lorda agibile delle costruzioni da circa 15.000 a 20.000 mq, articolati su due-tre livelli ipogei ricavati intorno ai grandi cortili ribassati ricavati dalla demolizione dei gasometri.
- Superficie di parcheggi pertinenziali e pubblici da 23.000 mq a 31.000 a seconda del numero di piani interrati (2 o 3)
-
Accessibilità pedonali sia da monte che da ponente attraverso le sistemazioni al suolo che interessano il settore B ed il nuovo percorso sopraelevato che arriva dal parcheggio di interscambio e si collega con via Ansaldo.
Accessibilità veicolare dai tratti di viabilità di penetrazione ortogonali a via Cornigliano che fiancheggiano la villa
Uffici, centri di ricerca, uffici direzionali
Questi piani ipogei vengono ricavati intorno allo scavo che sul suolo riprende l’impronta dei due gasometri eliminati.Si realizzano due spazi costruiti raccolti intorno a questi chiostri circolari fortemente piantumati, di grande suggestione e particolarmente vocati alle funzioni di centro studi e ricerche.
Le coperture a giardino, mantengono intatta la continuità spaziale del grande parco liberato della Villa pur conservando i forti segni della memoria industriale del sito.
Materiali delle pareti vetro e brise in legno Elevata protezione dall’inquinamento acustico.
B
- Commercio;esercizi pubblici, connettivo urbano, servizi collettivi al piano terreno: Superficie lorda agibile 3.000 mq
- Superficie del mercato rionale coperto 2.300 mq
- Residenze e/o uffici o terziario Superficie lorda agibile 15.500 mq
- parcheggi mq 14.500 elevabili se si realizzano due piani interrati
Accessibilità pedonali direttamente sia da monte (via Bellini) che da levante dal polo di servizi del settore A attraverso le sistemazioni al suolo sia dalla stazione ferroviaria attraverso rampe pedonali ed ascensori sia dal parcheggio di interscambio con il nuovo percorso sopraelevato.
Accessibilità veicolare dai tratti di viabilità urbana esistenti.
Residenze ed uffici ai piani superiori commercio e connettivo urbano a piano terra
Le grandi coperture una alta vetrata ed una sagomata a rampa di collegamento con la stazione conformano la composizione di questo settore che mantiene così morfologicamente un’eco dell’antica caratteristica di grande spazio aperto nella città (prima campo di calcio) e poi grande copertura del deposito AMT.
Gli edifici alti presentano una tipologia distribuva a ballatoio che consente di diversificare gli affacci in ragione delle funzioni introdotte e dei rapporti spaziali con le grandi coperture e cle rampe di approdo.
D
- Residenze e/o uffici o terziario Superficie lorda agibile 9.000 mq
- Commercio e connettivo a P.T mq 1.000
Accessibilità come settore B
Residenze ed uffici ai piani superiori commercio e connettivo urbano a piano terra
Edifici gradonati a decrescere verso la villa, senza perdere l’orditura di impianto urbano lungo via G.D’Acri.