tavola di concorso 1
tavola di concorso 2
tavola di concorso 3
testi
1. descrizione generale ricostruzione di un’identità del
“luogo”
In tutta la Liguria la compressione orografica della fascia
costiera ha condizionato la costruzione del paesaggio
antropico, specie nei casi di condizione-limite, come
quella rappresentata a Cornigliano, tra aree industriali
artificiali e città.
Qui si sono scontrate due differenti processi evolutivi
contrastanti, spesso ricchi di influenze e reciproche
contaminazioni: il processo generato dalla grande industria
-meccanismo territoriale propulsore per la produzione- e
quello generato dalla città.
Siamo in un luogo di antica permanenza, sul quale si sono
avvicendate le alternanze della crescita e delle
distruzioni, i cicli dello sviluppo e delle decadenze, ma
sono anche luoghi di inesauribile potenza vitale, al di là
delle funzioni.
Nel corso della loro formazione ed evoluzione, industria e
città si sono contrapposte, si sono reciprocamente contese
lo spazio di relazione, ne hanno creato addirittura di
nuovo sottraendolo al mare, definendo un’area di frontiera
instabile, lungo la quale i due insiemi si sono attestati,
secondo un confine, di cui gli assi infrastrutturali hanno
profondamente determinato e determineranno i margini.
Quest’area di frontiera si è difatti progressivamente
trasformata in uno spazio infrastrutturale, che assolve
alla funzione largamente preponderante di connettere il
ponente ed il levante, luogo da attraversare, definito dai
sistemi di accesso e di passaggio, neutrali e necessari ad
entrambi.
Questi caratteri sollecitano dunque una proposta orientata
in una prospettiva di più lungo periodo, coerente con la
strategia di rigenerazione che la città ha di recente
tracciato nel suo piano: antichi spazi recuperati, antiche
geometrie insediative, nuove consuetudini e nuove
frequentazioni locali ed urbane.
L’operazione di riqualificazione urbana o “regeneration”
proposta dal concorso comporta, per la sua estensione, per
i pesi funzionali e per le localizzazioni in gioco, il
superamento di ogni logica di intervento autocentrato o
introverso e si colloca propriamente in un più ampio quadro
di relazioni fisiche e funzionali proiettato alla scala
dell’intera circoscrizione. Per certe occasioni, poi, va ad
affiancarsi ad altri elementi strutturanti l’intero
insediamento urbano genovese.
Gli interventi dovranno
1. confrontarsi con un sistema infrastrutturale di
collegamenti che produce già ora pesanti condizionamenti
ambientali e cesure e che andrà ulteriormente potenziato;
2. pensare ad una riconfigurazione dei siti a scala
paesistica, che sia, prima di tutto per la sua ampiezza, il
più significativo risarcimento, in tema di ambiente, per la
comunità insediata;
3. generare la formazione di un forte “luogo centrale”
attrattivo, integrato, gravitante nell’area compresa tra
l’ex deposito AMT ed il parco di villa Bombrini (compito
precipuo del concorso: area 1);
4. mirare ad una rifondazione della struttura insediativa
di Cornigliano, con la finalità complessiva di rimodellarla
e di riequilibrarla sul nuovo polo di servizi e sugli snodi
delle nuove infrastrutture viarie e ferroviarie alla scala
locale: il ridisegno del quadro delle centralità urbane
deve appoggiarsi sulla ridefinizione dei sistemi spaziali
continui della mobilità e degli spazi aperti;
5. rilanciare un’immagine urbana capace di riaffermare
l’identità sociale, politica, culturale ed economica della
circoscrizione non solo attraverso il ridisegno urbanistico
e la riqualificazione funzionale delle estese aree che
vengono riacquisite nel recinto urbano a monte delle
macro-infrastrutture per la mobilità, ma anche attraverso
il superamento e l’attraversamento di questa barriera,
verso gli spazi un tempo conquistati al mare ed ora
riconquistati alla città;
6. tutto il territorio va tenuto insieme come accadeva un
tempo nella città, in un sistema complesso di relazioni
reciproche tra le parti estese ed i punti emergenti,
(quelli antichi delle ville storiche e dei tracciati di
primo impianto) tra i poli dei servizi urbani di nuova
realizzazione ma anche con le imponenti strutture del
tramontato mondo industriale. Strutture verso le quali,
pertanto, sarebbe riduttivo ed in fondo impoverente
assumere un atteggiamento di totale ablazione: non
disperdere alcuni segni significativi, (segni che
appartengono ormai all’identità territoriale di
Cornigliano) da considerarsi come permanenze, i lineamenti
di una fisionomia ormai radicata nel paesaggio e nella
linea di costa genovese per le proprie valenze spaziali,
testimoniali e materiche.
Da questa complessa idea del “luogo”, si è costruito
l’itinerario progettuale, che vuol essere consapevole e mai
dimentico della giusta collocazione e del valore degli
elementi territoriali, non frammenti o addendi, ma
componenti integrati, il cui valore supera la somma delle
parti, riconducibili cioè ad un’interezza, quella della
città e di un suo riconquistato ambito costiero, ancorchè
completamente artificiale e completamente da “recuperare”.
La ricerca e la costruzione di un’identità del “luogo”
innesca infatti l’individuazione delle relazioni spaziali e
funzionali con altri spazi urbani: di vicinanza o di
lontananza, di complementarità o di antagonismo, di
simmetria o di distonia.
Progettare su questa “trama” genera la consequenzialità dei
passaggi:
• la definizione delle funzioni e dei relativi
dimensionamenti deriva dal disegno organico del “luogo”,
• poi si generano le forme che più paiono coerenti con la
riconfigurazione attuale di questo disegno organico,
• infine si mette in coerenza l’idea matrice del progetto,
con le tipologie, le fasi, le priorità.
Così un nuovo reticolo di collegamenti funzionali e delle
corrispondenti connessioni fisiche di percorso (specie
pedonali) si innerva nel contesto, oltrepassando i
perimetri delle delimitazioni di piano.
2. l’assetto infrastrutturale
Lo studio della viabilità stradale è stato eseguito traendo
indicazioni dal Progetto della “Strada di scorrimento a
mare Vers. A – B”, redatto dalla Regione Liguria –
Dipartimento Trasporti, Infrastrutture, Protezione Civile -
Servizio Infrastrutture e Porti, insieme a RFI – Rete
Ferroviaria Italiana, Direzione Manutenzione – Direzione
Compartimentale Infrastruttura Genova – Uffico Tecnico –
Unità Armamento e Opere Civili, nell’ambito del più ampio
Studio del “Nodo Stradale ed Autostradale Genovese.
Pur avendo assunto come valide le ipotesi di base di detto
progetto, che, peraltro, dall’analisi effettuata e dalle
indicazioni ricevute dai Funzionari della Regione, risulta
essere l’unico che riesce a coniugare le esigenze dei
diversi operatori ed a dare risposte efficaci alle
molteplici problematiche, si è comunque inteso operare
alcune modifiche, principalmente orientate a dare una
risposta più efficace alle tematiche messe in campo dalla
proposta presentata.
Innanzi tutto si è voluta risolvere il problema della
conflittualità che si sarebbe creata nel tratto di strada
di scorrimento ove confluivano le rampe in immissione ed in
uscita dalle direttrici verso e da Piazza Savio,
riorganizzata con schema a rotatoria, e dalla nuova
rotatoria prevista in asse a via San Giovanni D’Acri,
razionalizzata con posizione dei rami d’ingresso e d’uscita
più distanziati.
Un elemento, che appare risolutore di molte criticità, sta
nella deviazione del binario ferroviario di raccordo al
district-park, lungo un tracciato posto sul nuovo confine
fra le aree interessate dagli interventi e quelle che sono
mantenute per l’attività siderurgica. In tal modo il terzo
binario sulla linea Cornigliano Sampierdarena, destinato al
transito dei convogli merci, che con un “salto di montone”
è previsto passi da mare a monte dei due binari di corsa
della linea che sarà assegnata, nell’ambito del nuovo
assetto ferroviario del nodo di Genova, prevalentemente ad
un traffico passeggeri urbano, non è più costretto a
mantenersi alla quota di 3,00 m.s.l.m. per poter dare luogo
allo scambio di connessione al binario di raccordo, ma
potrà guadagnare quota e permettere alle rampe stradali di
essere realizzate con una galleria artificiale meno
profonda, con grandi vantaggi tecnici ed economici.
Il binario di raccordo verrà attestato su fascio terminale
ubicato nel lato sud dell’area destinata a district-park in
modo da occupare la parte soggetta a vincolo aeroportuale
più restrittivo, in particolare al piano di transizione
laterale che impone ai fabbricati limitate altezze in
prossimità della pista. Il fascio di binari terminale potrà
anche essere attrezzato con piattaforma logistica
attrezzata con l’innovativo sistema “Metrocargo” che
faciliterà le operazione di carico, scarico e smistamento
dei containers.
L’inserimento di una grande struttura destinata a posteggio
d’interscambio, da realizzarsi in parte dell’area dove oggi
è posta l’acciaieria, dà luogo, in posizione ottimale e
strategica, alla tanto auspicata infrastruttura
indispensabile per un adeguato sistema intermodale di
trasporto.
- La vicinanza con il casello autostradale degli Erzelli,
di cui è in previsione il potenziamento,
- la prossimità alla Strada di scorrimento,
- la possibilità di creare una facile connessione pedonale
con il centro di Cornigliano (in corrispondenza della
rotatoria di via Cornigliano, da cui con sottopassi si può
procedere in tutte le direzioni dell’abitato)
- la possibilità di creare un’altra facile connessione
pedonale con la nuova fermata ferroviaria,
renderanno tale posteggio d’interscambio una struttura
basilare all’interno dell’intero sistema della mobilità
genovese, essendo in grado di ricevere non solo i flussi di
traffico provenienti dal ponente ma anche quelli della Val
Polcevera.
Per questo la struttura dovrà essere di elevata capienza,
con una manica funzionale organizzata per ricevere due
corsie di servizio e quattro file di stalli, ma anche
pensata flessibilmente per un suo possibile incremento in
altezza a fronte di futuri incrementi della domanda e nella
prospettiva di piano che sarà posta in essere dal riassetto
del nodo urbano di Genova, attraverso il potenziamento
infrastrutturale della linea Voltri-Genova, (con il
prolungamento lato levante della Bretella di Voltri, con
l’allaccio alla linea dei Giovi in prossimità del bivio
Polcevera), linea sulla quale saranno avviati tutti i
convogli a lunga percorrenza, riservando la linea attuale
al solo traffico locale.
L’impianto distributivo del parcheggio di interscambio
prevede rampe sia al piano campagna che in sotterraneo
risolvendo così le connessioni con tutte le direzioni di
accesso e di uscita verso levante e verso ponente. La
soluzione morfologica, tutte le volte che è possibile,
persegue la sovrapposizione delle carreggiate stradali,
contenendo al massimo l’ingombro delle strutture,
l’occupazione dello spazio e con essa gli impatti.
3. le scelte di fondo per l’ambiente. le connessioni
territoriali e la morfologia del progetto complessivo.
Tutto il suolo intercluso tra la ferrovia, l’alta via di
scorrimento ed il parcheggio di interscambio, per l’intero
sviluppo del limite nord dell’area 2 sarà prioritariamente
fatto oggetto di una bonifica ambientale e successivamente
piantumato con essenze di alto fusto per realizzare un
bosco, la cui estensione si protende fino al limite
settentrionale del district-park. Questo incisivo episodio
di rinaturalizzazione ha il duplice intento di costituire
efficaci barrierie di protezione ambientale nei confronti
delle infrastrutture vecchie e nuove e di riproporre
simbolicamente ed alla scala estesa del paesaggio, il senso
spaziale e l’idea del mare, l’idea cioè di una massa mobile
col vento e cangiante nei colori con le stagioni ed il
clima, ricreata sulla border-line, dove originariamente,
dal castello Raggio fino al Polcevera, si affacciava il
borgo di Cornigliano.
Il ricorso ad una folta vegetazione è tema pervasivo ed
unificante anche per il district-park: nel rispetto delle
fasce di protezione per la sicurezza aerea del vicino
aeroporto, si prevede un regola di impianto per i nuovi
insediamenti produttivi, che raccoglie l’eredità delle
geometrie parallele alla costa prevalenti nello
stabilimento ex-italsider, le conferma in un alternanza di
viabilità di accesso (m 10), costruzioni e spazi aperti
pertinenziali (m 50) ed ampie fasce boscate (m 15),
contribuendo così ad un ulteriore apporto positivo sotto il
profilo della riqualificazione ambientale oltre a conferire
qualità insediativa ai nuovi spazi del lavoro.
La roggia Rolla è un collettore che raccoglie le acque di
numerosi rivi del versante di ponente della valle, viaggia
per lungo tratto sul greto in riva destra del torrente
Polcevera, e, giunto nello stabilimento ex Italsider, lo
attraversa prima longitudinalmente, lungo la ferrovia e,
dopo, trasversalmente in area che rimarrà alle attività
siderurgiche.
Il tracciato verrà disturbato dai lavori della nuova strada
a scorrimento veloce, pertanto se ne propone la deviazione
per convogliarlo nel “canale presa acqua di mare” per
alimentarlo con acqua corrente. Tale canale di presa
presente nel vecchio stabilimento siderurgico andrà
restaurato e tramite il collegamento con la Roggia Rolla ed
infine con il Polcevera darà luogo ad una continuità di
linea d’acqua che si connette con l’isola faunistica
[settore L].
Oltre alle valenze di corridoio biotico (canale+bosco) si
realizza così una suggestiva ambientazione del mantenimento
in sito delle strutture industriali da dismettere della
cockeria e delle ciminiere, che si ritrovano così inseriti
nello specchio d’acqua, corto circuito della memoria tra
due paesaggi in conflitto, entrambi ormai consegnati al
passato: il mare e la sua negazione costituita dagli
imponenti apparati della fabbrica.
Il grande bosco a monte del district-park svolge
prioritariamente un ruolo di polmone verde, puntando a
ricostituire, in qualche misura, requisiti di quasi
selvaticità per larghe porzioni della sua estensione (mq
210.000). Per tale ragione se ne prevede una fruizione più
percettiva che non diretta.
Parziali utilizzi potranno pensarsi in termini di piste per
jogging o in strutture per l’atletica leggera che, pur
mantenendo la propria funzionalità, siano totalmente
immerse nel “bosco” e da questo ne siano attraversate.
Alcune percorrenze pedonali sopraelevate da realizzarsi con
lunghe travature reticolari in acciaio, modellate
morfologicamente sulla tipologia dei passaggi tecnologici
industriali, consentono di attraversare il “bosco” da una
parte all’altra e di collegare i punti di approdo per la
discesa al suolo, che sono previsti in corrispondenza di
elementi notevoli delle strutture industriali da mantenere,
taluna come mera presenza nel paesaggio (ad esempio
location per il cinema) talaltra da riutilizzare anche per
scopi ludici e culturali.
L’asse principale di tali percorrenze (che potrebbe essere
utilmente attrezzato da people-movie, in ragione della sua
funzione di collegamento urbano prioritariamente non
rivolta al tempo libero) è quello che collega,
parallelamente alla linea di costa, il grande parcheggio di
interscambio con l’altoforno e di qui con la nuova stazione
ferroviaria.
Dall’altoforno il percorso prosegue sempre per via aerea
verso la cockeria: a metà di tale tratto si incontra il
collegamento trasversale che ci conduce, superando la
strada di scorrimento e la ferrovia, verso il cuore
dell’area 1 dove si concentrano le funzioni pubbliche di
maggior rilievo [vedi]. Il terminale di questa passerella
aerea si conclude in corrispondenza della testa del ponte
ferroviario che un tempo, scavalcando via Ansaldo,
costituiva insieme un’opera incompiuta ma anche la porta da
levante della circoscrizione. Nel progetto viene
ricostruita tale porta con un elemento strutturale leggero
rivestito in vetro: la spalla del ponte, nel nuovo
linguaggio materiale, quello delle trasparenze delle grandi
vetrate, ospita i collegamenti verticali, che sbarcano al
suolo nei pressi di Piazza Massena. Il tracciato
ferroviario dismesso, che viene così raggiunto sia dalla
quota del suolo urbano (via Cornigliano) sia dal percorso
alto che mette in relazione tutte le aree oggetto del
concorso, potrà essere adeguatamente riqualificato,
sistemato a verde attrezzato e potrà concludere tale
percorrenza alta approdando contro il versante collinare,
in corrispondenza di un’area gia destinata dal PUC a
servizi pubblici. La saldatura andrà a drenare anche gli
abitanti della media fascia collinare, per i quali oggi è
davvero molto basso il livello di accessibilità alle
polarizzazioni ed ai servizi del centro di Cornigliano. Si
ritiene infine che dal punto di vista paesistico la
ricostruzione di tale infrastruttura di epoca industriale
-ancorchè mutila e con un linguaggio materico innovato-
costituisca insieme ad un’adeguata ricostituzione del parco
della villa Bombrini l’azione più significativa per
riattribuire connotati identitari all’accesso alla
circoscrizione.
Un ultimo collegamento pedonale previsto dal bando di
concorso collega l’area A con la Fiumara: è previsto in
fregio alla ferrovia esistente in quanto tale collocazione
consente la più agevole penetrazione nel chiuso e continuo
fronte costruito del complesso oltre il Polcevera.
In conclusione la fruizione percettiva dell’ambiente
risistemato a mare della ferrovia avviene così
prevalentemente per i pedoni non dal basso ma dall’alto
(…bordeggiando sopra le onde…): lasciare la libertà ai
cittadini di vivere questi spazi riconquistati e
rinaturalizzati in disattenzione e in tranquillità,
significa affidarsi al potere evocativo di poche
architetture industriali dismesse, che, emergendo nella
vasta estensione boschiva, su grandi distanze, agiscono da
segni puntuali di riferimento e riconoscimento territoriale
delle preesistenze conformando la scena urbana.
Riepilogando gli edifici e/o gli impianti che quindi si
ritiene di poter mantenere sia per le intrinseche qualità
architettoniche, sia per le potenzialità di riuso, sia per
le valenze testimoniali di un’epoca industriale sono da
levante verso ponente:
la cockeria e le ciminiere
Elevato valore scenografico
Viene inserita nel ridisegno del tratto terminale della
riva destra del Polcevera, come elemento costitutivo della
composizione generale
edificio terminale della strada 22
Elevati valori architettonici
Edificio su grandi pilotis a ridosso della ferrovia punto
terminale de strada n 22 dell’area siderurgica: se ne
propone l’inserimento ed il recupero come punto di approdo
intermedio nell’asse di collegamento che attraversa tutta
l’area 1 di progetto
altoforno n° 2
Elevato valore scenografico
Può essere destinato ad ospitare attività ludiche o di
spettacolo o di divertimento che possano essere inserite in
un contenitore circolare di grande altezza, all’interno del
quale potrebbero essere disposte passerelle o soppalchi o
piani intermedi, purchè di grande trasparenza in modo da
salvaguardare la continuità volumetrica dell’insieme.
Officina riparazioni
Elevato valore architettonico strutturale; buone
potenzialità ad uso produttivo
Edificio realizzato prima della guerra (presumibilmente
1936) di grande altezza attrezzato con vie di corsa e carro
ponte. ha una struttura in carpenteria metallica di ottima
fattura, chiodata a caldo, in buono strato di
conservazione, con tamponamenti in mattoni, secondo la
tipologia che fu poi estesa all’intero complesso
siderurgico. L’uso attuale di officina riparazione
carpenteria pesante, potrebbe essere ancora mantenuta in
quanto il capannone è dotato di grandi aperture che
consentono l’accesso di pezzi di notevole dimensione che
potrebbero arrivare anche via mare. Lo stato di
conservazione è buono. Il capannone è già dotato di servizi
quali uffici ed impianto di riscaldamento a metano
Edifici a mare del precedente
Elevato valore architettonico strutturale.
Edifici in struttura in c.a. rivestito con mattoni a vista,
secondo la tipologia di tutto lo stabilimento. Presentano
buone relazione spaziali con l’edificio precedente; buone
potenzialità ad uso produttivo per uffici e laboratori.
Spogliatoio generale
buone potenzialità al riuso
Trattasi di un edificio su 7 piani, realizzato nel
1973-1974, con struttura in c.a. poggiato su palafitte in
acqua, presso il canale sul canale di presa acqua di mare.
strutturato con un grande vano centrale, scale protette
antifumo, ascensori, due per parte, e locali servizi sulle
testate, ovviamente con molte docce. Oggi potrebbe essere
facilmente adibito ad uffici essendo facilmente adattabile.
Serbatoio acqua
buone potenzialità al riuso
Trattasi di un serbatoioche serviva di riserva di emergenza
ma che oggi potrebbe essere mantenuto per riserva idrica
dell’impianto antincendio.
4. il progetto per l’area 1
i riferimenti morfologici generali
La grande estensione di area liberata dagli impianti
industriali viene sistemata con un andamento in leggera
pendenza che raccordi la quota degli spazi aperti
immediatamente prospicienti la villa con la quota della
ferrovia: in tale declivio, che di fatto, annulla
paesisticamente la barriera infrastrutturale, vengono
ridisegnate le nuove percorrenze, gli accessi veicolari ai
parcheggi ipogei ed inserite le nuove costruzioni per le
funzioni previste dal bando.
Per quest’area il criterio compositivo si integra ed in
qualche misura si capovolge proponendo oltre ad un più
modesto declivio di raccordo altimetrico con la quota del
piano del ferro una duplice struttura di collegamento
artificiale che metta in relazione diretta e la stazione
ferroviaria ed il percorso sopraelevato che arriva dal
parcheggio di interscambio con il centro del settore B e
quindi con il centro di Cornigliano.
Per i settori C si prevede la riconversione degli edifici a
residenza.settore
Funzioni e pesi
Infrastrutture e connessioni accessibilità
Servizi e prestazioni
Morfologia, qualità ambientale, paesaggio, tipologia
tecnologie dell’ambiente costruito
A
- plesso scolastico articolato in scuola materna,
elementare e media
- Superficie territoriale dedicata al plesso scolastico
22.000 mq
- Superficie lorda agibile delle costruzioni 12.000 mq,
comprensiva della palestra con funzioni integrate di
servizio urbano
- Parcheggi ipogei dimensionati per le potenzialità
strettamente inerenti la scuola (circa 3.000 mq)
Accessibilità pedonali sia da monte che da ponente
attraverso le sistemazioni al suolo che interessano il
settore B ed il limitrofo parco della villa ed il nuovo
percorso sopraelevato che arriva dal parcheggio di
interscambio e si collega con via Ansaldo.
Accessibilità veicolare dai tratti di viabilità di
penetrazione ortogonali a via Cornigliano che fiancheggiano
la villa
scuola materna, (circa 270 bambini) elementare (circa 450
alunni) e media (circa 400 alunni), integrati da ampie
dotazioni di spazi all’aperto e attività ludico formative.
Servizio di mensa per tutte le strutture scolastiche.
Palestra dimensionata anche per valere a servizio del
quartiere.
Si sono scelte tipologie molto aperte ed integrate nel
verde di pertinenza; altezza massima 2 piani per i corpi
delle aule ed 1 piano per i servizi comuni e generali.
Coperture prevalentemente a giardino, forti relazioni
spaziali e visive di continuità con gli spazi aperti del
verde che gioca con l’architettura su livelli movimentati
in ragione dell’andamento generale in declivio.
Materiali delle pareti vetro e brise in legno dove non
esistono problemi di incompatibilità sul piano degli
apporti di energia solare. Elevata protezione
dall’inquinamento acustico.
- Uffici, centri di ricerca, uffici direzionali
- Superficie lorda agibile delle costruzioni da circa
15.000 a 20.000 mq, articolati su due-tre livelli ipogei
ricavati intorno ai grandi cortili ribassati ricavati dalla
demolizione dei gasometri.
- Superficie di parcheggi pertinenziali e pubblici da
23.000 mq a 31.000 a seconda del numero di piani interrati
(2 o 3)
-
Accessibilità pedonali sia da monte che da ponente
attraverso le sistemazioni al suolo che interessano il
settore B ed il nuovo percorso sopraelevato che arriva dal
parcheggio di interscambio e si collega con via Ansaldo.
Accessibilità veicolare dai tratti di viabilità di
penetrazione ortogonali a via Cornigliano che fiancheggiano
la villa
Uffici, centri di ricerca, uffici direzionali
Questi piani ipogei vengono ricavati intorno allo scavo che
sul suolo riprende l’impronta dei due gasometri
eliminati.Si realizzano due spazi costruiti raccolti
intorno a questi chiostri circolari fortemente piantumati,
di grande suggestione e particolarmente vocati alle
funzioni di centro studi e ricerche.
Le coperture a giardino, mantengono intatta la continuità
spaziale del grande parco liberato della Villa pur
conservando i forti segni della memoria industriale del
sito.
Materiali delle pareti vetro e brise in legno Elevata
protezione dall’inquinamento acustico.
B
- Commercio;esercizi pubblici, connettivo urbano, servizi
collettivi al piano terreno: Superficie lorda agibile 3.000
mq
- Superficie del mercato rionale coperto 2.300 mq
- Residenze e/o uffici o terziario Superficie lorda agibile
15.500 mq
- parcheggi mq 14.500 elevabili se si realizzano due piani
interrati
Accessibilità pedonali direttamente sia da monte (via
Bellini) che da levante dal polo di servizi del settore A
attraverso le sistemazioni al suolo sia dalla stazione
ferroviaria attraverso rampe pedonali ed ascensori sia dal
parcheggio di interscambio con il nuovo percorso
sopraelevato.
Accessibilità veicolare dai tratti di viabilità urbana
esistenti.
Residenze ed uffici ai piani superiori commercio e
connettivo urbano a piano terra
Le grandi coperture una alta vetrata ed una sagomata a
rampa di collegamento con la stazione conformano la
composizione di questo settore che mantiene così
morfologicamente un’eco dell’antica caratteristica di
grande spazio aperto nella città (prima campo di calcio) e
poi grande copertura del deposito AMT.
Gli edifici alti presentano una tipologia distribuva a
ballatoio che consente di diversificare gli affacci in
ragione delle funzioni introdotte e dei rapporti spaziali
con le grandi coperture e cle rampe di approdo.
D
- Residenze e/o uffici o terziario Superficie lorda agibile
9.000 mq
- Commercio e connettivo a P.T mq 1.000
Accessibilità come settore B
Residenze ed uffici ai piani superiori commercio e
connettivo urbano a piano terra
Edifici gradonati a decrescere verso la villa, senza
perdere l’orditura di impianto urbano lungo via G.D’Acri.